Niente è per sempre, tanto più nella città eterna [FOTO]

Non è una casualità che Marino dovesse dimettersi. Era già tutto scritto. Come potrebbe, d'altra parte, esserci qualcosa che dura nella città eterna? Sarebbe impensabile, se non del tutto assurdo. L'eternità deve necessariamente contenere in sé un che di mortale. 
Il requisito indispensabile per candidarsi all'eterno è la continua novità interna. Bisogna perdersi e ritrovarsi in qualcosa d'altro, continuamente. 
L'eterno, detto in soldoni, s'annoia presto.


Lo sapevamo tutti che questo giorno sarebbe arrivato. "Le romane e i romani" già da tempo sentono nell'aria il profumo di un rivolgimento, ma quale esso sia è ancora tutto da vedere; nell'eternità c'è il ritorno dell'uguale, ma che infondo non è mai uguale a se stesso. 
A Roma tutto deve cambiare, direbbe Tomasi di Lampedusa.

E nei mesi a venire, quando l'eternità di Roma e della Misericordia divina s'incontreranno, l'una e l'altra staranno su sponde opposte del Tevere. E Marino cacciato dall'una, può passeggiare beatamente sull'altra.

Per questo faccio difficoltà a capire perchè si sia dato venti giorni ancora per rimanere all'inferno.


(Seguimi su Facebook alla pagina Alpireo o su Twitter)



Commenti