Non è proprio una novità che un'azienda quotata in borsa ne acquisti un'altra e quest'ultima sia disposta a vendere. Che la Mondadori prenda in un sol boccone tutte le edizioni RCS non ha un granchè di sorprendente!
Stona e stride, però, quando ciò accade ad aziende editoriali.
Sarà forse qualche retaggio nostalgico che ci impedisce di immaginare una casa editrice condizionata da leggi di mercato?
Nostalgia o meno, la questione è un'altra! Non c'è tanto da farne un allarme. Per il semplice fatto che il "prodotto" in questione è intrinsecamente competitivo. La cultura sorge sempre in una gara, in una dialettica, in un botta e risposta.
Le preoccupazioni di molti, oggi, sono per tutte le altre case editrici. Dopotutto però, se Mondadori con l'acquisto di RCS si fa padrona effettivamente di una buona zona del mercato editoriale, questo non dovrebbe farci inquieti più di tanto. Non che sia una mossa lungimirante, intelligente, interessata al "prodotto" e ai suoi ultimi destinatari! Tutt'altro: ma ragioniamo da lettori noialtri.
Fare di un imprevisto un'occasione. Il "prodotto" resisterà con i nostri saggi acquisti e se gli editori sapranno leggere i libri e i tempi.
Ora vado a prendere un Adelphi peró!
Ora vado a prendere un Adelphi peró!
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