Non è semplice capire cosa significa che il Sinodo non è un Parlamento. E' certo che milioni di cattolici non si aspettano che vescovi riuniti sotto il cupolone stiano lì a contrattare a chi ci guadagna di più dalla disputa.
C'è però un fatto, di non poco conto. Se la discussione non prevedesse un esito risolutivo, gli auspici della Chiesa e del Papa non sarebbero delusi di certo, come quando tra amici si parla del più e del meno, ma poi alla fine ognuno rimane della propria idea.
Quando, invece, si devono prendere delle decisioni ed operare delle scelte precise, se non si vuole scontentare nessuno (leggi: minare l'unità della comunità), allora le posizioni ultime devono arrivare attraverso un passaggio di mediazione e compromessi.
"Compresso" è il sostantivo di compromettersi, il sostantivo del verbo che abbandona i propri ranghi e scioglie le fila, che preferisce una posizione d'incontro e non di scontro.
Le scelte migliori, spesso, si nascondono dietro lunghi ripensamenti, attraverso i quali ciascuno cede pezzi d'orgoglio a vantaggio della verità.
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